Brunetta si inventa Digit@Pa


Con un regolamento il ministro cancella il Cnipa. Al suo posto nasce una struttura da 160 dipendenti. Un nuovo ente con 50 esperti esterni per l'informatizzazione.


Ne ha fatto da sempre una questione di vita o di morte. Perché senza digitalizzazione del pubblica amministrazione, ha costantemente ripetuto il ministro Renato Brunetta, non si andrà da nessuna parte. E i cittadini stenteranno a trovare soddisfacente il loro rapporto con gli uffici pubblici. Ecco allora che il titolare del dicastero della funzione pubblica, nei giorni scorsi, ha tirato fuori un autentico coniglio dal cilindro. Si chiama Digit@Pa, ed è un nuovo ente pubblico a carattere tecnico-scientifico che Brunetta ha intenzione di creare per far decollare l'amministrazione digitale. La nuova struttura nascerà sulle ceneri del Cnipa, il Centro per l'informatica nella pubblica amministrazione. Le caratteristiche di Digit@Pa sono delineate all'interno di un regolamento predisposto dal ministro che ItaliaOggi è in grado di anticipare. Si tratta di 22 articoli, due tabelle e una relazione illustrativa che Brunetta ha inviato lo scorso 3 marzo al ministero dell'economia di Giulio Tremonti, a quello per l'attuazione del programma di Gianfranco Rotondi e a quello per la semplificazione normativa di Roberto Calderoli. Ministeri che, a vario titolo, sono coinvolti nell'iter del provvedimento.

 

Per il Cnipa, in pratica, è suonato il requiem. Le sue funzioni, in linea di massima, saranno ereditate in parte dello stesso ministero per la pubblica amministrazione e in parte dal nuovo ente pubblico, che opererà osservando le direttive di Brunetta. Digit@Pa, e questa è una novità di non poco conto rispetto a quanto avviene adesso, potrà svolgere attività commerciale. Ovvero potrà vendere all'esterno servizi informatici e cedere prodotti dell'ingegno o di know-how. Il tutto per un'attività che, ai fini fiscali, andrà contabilizzata in forma separata. Il progetto, tra l'altro, prevede che il nuovo ente avrà a regime un organico di 160 dipendenti, ovvero quattro in più rispetto ai 156 attualmente in pancia al Cnipa. I 160, spiega una tabella allegata alla bozza di regolamento, andranno così suddivisi: 80 unità di personale di ruolo, 50 esperti esterni all'amministrazione e 30 unità di personale in prestito (comandati o distaccati). Ed è proprio sulla figura dei 50 esperti, da assumere con contratto a tempo determinato, che si sono concentrate non poche critiche da parte dell'attuale personale e dei sindacati. In una recente assemblea dei lavoratori del Cnipa, datata 6 marzo 2009, si è posto il problema di quelli che saranno i costi sostenuti per imbarcare queste 50 persone. L'art. 12 della bozza stabilisce per esse quattro fasce retributive, che saranno definite da un decreto di Brunetta e determinate «in relazione alla professionalità posseduta, alle funzioni che si intendono conferire, nonché tenendo conto delle condizioni di mercato relative a fattispecie analoghe». Quella che si profila, in sostanza, è un'assunzione con chiamata diretta di esperti esterni. Operazione che, secondo i sindacati, contraddirebbe quanto detto più volte da Brunetta, contrario alla chiamate dirette perché rivelatrici di logiche clientelari. Naturalmente le sigle hanno posto l'accento anche sulla sorte di circa 60 dipendenti in esubero che non rientreranno nella nuova Digit@Pa.

 

La bozza di regolamento prevede altre novità. Anche la nuova struttura, per esempio, emetterà pareri di congruità tecnico-economica (obbligatori ma non vincolanti) dei contratti stipulati dalla p.a. per acquistare servizi informatici. Attività importante, perché attraverso di essa finora il Cnipa avvertiva quando un contratto era potenzialmente troppo oneroso per una struttura pubblica. Ebbene, aumentano le soglie economiche a partire dalle quali la nuova Digit@Pa dovrà emettere pareri: valore del contratto superiore a 1 milione di euro nel caso di procedura negoziata (oggi il limite è di 154 mila euro) e superiore a 2 milioni nel caso di procedura ristretta o aperta (oggi è di 309 mila euro per la ristretta e 619 mila per la negoziata). Insomma, questo significa che rispetto a oggi molti contratti saranno sottratti al parere della nuova struttura. Qualche dubbio trapela anche dall'opposizione. Per l'ex ministro agli affari regionali, Linda Lanzillotta, la governance della struttura è piuttosto oscura e il pericolo è che si voglia condurre la solita operazione di spoils system. A ogni buon conto già circolano alcune voci su chi potrebbe rivestire il ruolo di presidente di Digit@Pa. Potrebbe trattarsi di Fabio Pistella, attuale presidente Cnipa, oppure di Davide Giacalone, già consulente di Brunetta nel corso del 2008.

 

Stefano Sansonetti

 

[Fonte: Italiaoggi]