De Kerckhove: "Il mondo web è il nuovo petrolio dell’economia"


ANDREA RUSTICHELLI

L’economia del web in Italia, cioè tutto l’insieme di attività da quelle commerciali a quelle editoriali legate strettamente a Internet, ha raggiunto nel 2010 il valore di 31,6 miliardi di euro, pari al 2% del Pil.

 

Nel 2009 il valore era pari a 28,8 miliardi di euro, ovvero l’1,9% del Pil. Il calcolo l’ha fatto l’Osservatorio Tuttimedia coordinato da Maria Pia Rossignaud, che commenta: «Dobbiamo sempre tenere presente il presupposto che le tecnologie non sostituiscano l’apporto dell’uomo, che resta il centro: Internet ne aumenta straordinariamente le potenzialità, anche e soprattutto in termini di partecipazione». L’occasione per rendere noti questi dati è stato un convegno, organizzato dalla rivista Media 2000 (la fondò Giovanni Giovannini) dedicato ai cento anni dalla nascita di Marshall McLuhan, il padre della massmediologia scomparso nel 1980.

 

«Questa stima sarà più che raddoppiato entro il 2015», commenta Derrick de Kerckhove, ospite d’onore all’incontro, il pupillo di McLuhan e il direttore dell’istituto che porta il nome del maestro all’università di Toronto. «Nel resto d’Europa la situazione è ancora più marcata. In Gran Bretagna, ad esempio, l’economia di Internet vale 7,2% del Pil, mentre in Francia raggiungerà nel 2015 il 5,5%».

 

Un motivo in più, secondo de Kerckhove), per caldeggiare l’imparzialità nella governance del web. «Dopo l’era del petrolio – dice il futuro dell’economia si baserà sulla velocità di Internet ed è per questo che i governi si stanno mobilitando per trovare un accordo globale. Una volta decise le regole fondamentali, una sorta di carta di navigazione e di accesso alla Rete, è necessario che si organizzi un consorzio internazionale fra governi e grandi aziende, che nei fatti già esiste, ma che deve avere però un riconoscimento formale affinché il mondo interconnesso diventi un capitolo fondamentale nella politica dei governi locali».

 

Punto cruciale in un simile contesto è la fertile relazione tra tecnologie e democrazia. «Con Internet – afferma de Kerckhove responsabilità e azione diventano globali: il "post" di un messaggio in Rete subisce chiaramente un’estensione fenomenale». Sono alcuni dei grandi temi già individuati da McLuhan, che avrebbe apprezzato molto le rivoluzioni nei paesi arabi, in cui i social network (come Twitter) hanno avuto un ruolo importante. De Kerckhove consiglia di rileggere gli aforismi del suo illustre maestro: «Leggete Understanding Media (pubblicato in Italia col titolo Gli strumenti del comunicare, ndr): lì dentro c’è tutto».

 

[Fonte: Repubblica.it/Affari e Finanza]