BENI CULTURALI: BIBLIOTECHE ON LINE, ACCORDO CON WDL



GALAN,  MOLTO PIU’ CHE LIBRERIA MEDIATICA, CONOSCENZA E’ LIBERTA’

 

Manoscritti, fotografie, testi antichi. Grazie ad un accordo tra ministero dei beni culturali e e la Library of Congress di Washington, molti tesori delle biblioteche nazionali e universitarie più prestigiose d’Italia entrano a far parte del patrimonio on line della World Digital Library (Wdl). Lo annuncia il ministro dei beni culturali Giancarlo Galan, che oggi ha Roma ha firmato l’accordo con l’ambasciatore Usa David H. Thorne e che rivendica il ruolo democratico del sapere. “Questo è molto più di un accordo per una biblioteca mediatica - dice Galan - la conoscenza è sinonimo di libertà”. Da sempre, aggiunge il ministro, “chi vuole ottundere un popolo, i libri li brucia; noi li rendiamo disponibili a tutti”. E in questo internet, aggiunge il ministro, fa un po’ quello che faceva anni fa “per esempio ai tempi della Germania dell’est”, la tv, “Internet, che della tv è tanto più potente, permetterà a tanta parte del mondo di conoscere cosa é la libertà”. Lui, rivela, questa notte si è collegato con il World Digital Library ed ha trovato con soddisfazione una foto di fine ottocento della sua piazza San Marco.

 

“Ci troviamo davanti una evoluzione del concetto di libro - sottolinea - una rivoluzione che personalmente penso non sia male, tanto che sono stato fra i primi in Italia a usare gli e-book”. A Roma per presentare l’accordo anche il presidente e ideatore del progetto James H. Billington, direttore della Library of Congress. Realizzata con il patrocinio Unesco, ha spiegato, la wordl Digital Library mette gratuitamente a disposizione degli utenti i tesori culturali e le espressioni artistiche e di folklore conservati nelle biblioteche di tutto il mondo.

 

L’obiettivo è prima di tutto didattico, ha sottolineato, con l’ambizione di aumentare il livello di apprendimento universale e contribuire a creare “un luogo di memoria in un’epoca che non ne ha piu”. Il portale, in linea dall’aprile del 2009, dà attualmente accesso a più di 1500 oggetti digitali ad alta risoluzione, manoscritti, lettere, carte geografiche, stampe, giornali, libri rari, documenti filmati, registrazioni sonore, illustrazioni ed immagini. Il tutto accompagnato da commenti semplici e chiari nelle sei lingue Unesco: inglese, arabo, cinese, francese, russo e spagnolo, alle quali si aggiunge per ora il portoghese. Non l’italiano, anche , hanno spiegato dall’organizzazione, “Non è escluso che si arrivi ad inserire”. Per il momento, però, “ci si concencentra sull’aggiunta di contenuti”. Accordi ci sono già con 128 partner da 68 paesi del mondo.

 

L’italia , ha spiegato il direttore generale per biblioteche e archivi Maurizio Fallace, “é stata tra le prime ad aderire”, già tempo fa con un primo contributo arrivato dalla biblioteca nazionale di Firenze e da quelle universitarie di Napoli, Sassari, Padova. Ora il contributo si allarga ad altre università e istituzioni bibliotecarie di tutto il belpaese. Nell’accordo, anche la possibilità di una collaborazione “per progetti internazionli nel campo dei contenuti digitali”.

 

[Fonte: Ansa]