COPYRIGHT IN DISCUSSIONE


DI ALESSANDRO LONGO

 

L'Antitrust ha accolto gli impegni di Google e ha chiuso l'istruttoria sollecitata dagli editori italiani.

 

Diventerà quindi più facile controllare finemente i contenuti indicizzati da Google News e migliorerà la trasparenza dei ricavi Ad Sense. Gli editori chiedevano il riconoscimento dell'abuso di posizione dominante. Per gli esperti, inoltre, non avrà un vero impatto un secondo aspetto della vicenda, relativo al futuro del diritto d'autore.

 

L'Antitrust, nello stesso contesto, ha chiesto infatti al Parlamento di intervenire sulla normativa del copyright, ritenendola inadeguata alle caratteristiche «tecnologiche ed economiche di internet». L'Antitrust qui spezza, a parole, una lancia a favore degli editori, affermando che lo sfruttamento dei loro prodotti da parte di soggetti terzi (cioè Google News) non è remunerato adeguatamente. «L'Autorità sembra così andare sulla stessa linea di una proposta di legge di Alessio Butti (Pdl) che vuole vietare qualsiasi utilizzo, a scopo di lucro, degli articoli giornalistici», dice Guido Scorza, avvocato esperto di diritto d'autore su internet. Secondo Scorza però è improbabile che ci sarà un intervento del legislatore: «È una materia affrontabile solo con normative a livello internazionale, dati i soggetti coinvolti. D'altronde, è quanto si auspica la stessa Antitrust, nel rivolgersi al Parlamento».

 

Stesso dilemma – il contrasto tra la genesi nazionale delle norme e l'internazionalità dei soggetti – incombe sul nuovo regolamento per la tutela del copyright online, mandato in consultazione pubblica da Agcom (Autorità garante delle comunicazioni) nei giorni scorsi. Segno che è un tema che ci accompagnerà nei prossimi mesi.

 

Che succederà, allora? «Forse ci saranno solo accordi privati di revenue sharing tra Google e i detentori di copyright», stima Scorza. Un po' com'è avvenuto, di recente, tra il colosso web e la Siae. «Ma accordi di questo tipo saranno deboli, finché non viene depenalizzata la violazione del copyright – nota Andrea Monti, un altro avvocato specializzato in materia –. Il pubblico ministero deve perseguire d'ufficio i reati penali, a prescindere da accordi presi dal detentore dei diritti». Monti concorda con Scorza che, allo stato, l'Antitrust si è limitata a dare agli editori un "contentino", con una presa di posizione tanto simbolica quanto poco efficace.

 

[Fonte: Il Sole 24 ORE]