Google, offensiva a suon di musica


Google sbarca nella musica online per fare concorrenza diretta a Amazon e iTunes di Apple.

 

L'annuncio formale è arrivato qui ieri mattina alla Google I/O Conference di San Francisco, il mega-evento per gli sviluppatori software indipendenti. Paul Joyce, product manager di Google Music, ha rivelato che il servizio (per ora in fase sperimentale e disponibile su invito solo negli Usa) sarà un vero music manager, per scaricare, gestire e suonare su qualunque piattaforma dai telefoni ai computer, ma con gli «archive» in remoto.

 

L'offensiva di Google è il simbolo di un'estate che si preannuncia molto calda per i protagonisti di Internet. Un simbolo quanto lo è la decisione di Microsoft di rilevare Skype per 8,5 miliardi di dollari: la più grande acquisizione mai effettuata dal leader del software e la maggiore sull'autostrada elettronica in dieci anni. Una mossa che potrebbe ridurre la distanza tra Microsoft e Google nella pubblicità online.
Ma il fermento non si ferma qui. La prossima grande partita potrebbe giocarsi tra gli investitori. In attesa che si presenti all'appuntamento con la quotazione in Borsa il social network per eccellenza, Facebook, apre le danze il sito di networking per il mondo degli affari, LinkedIn, che prepara il collocamento il 19 maggio. A mettere in chiaro l'interesse per le società Internet e soprattutto per i social network è il valore dell'operazione: la società potrebbe raccogliere più di 250 milioni di dollari, rispetto alle stime di 175 a inizio anno. Le stime della vigilia dicono che il network da 100 milioni di utenti, un sesto di Facebook, potrebbe capitalizzare al Nyse più di 3 miliardi di dollari al debutto.

 

La febbre «social» contagia anche società più rischiose quali Renren, soprannoniminata la "Facebook cinese". Nonostante le dimissioni di dirigenti chiave, la mancanza di utili e una struttura societaria oscura con sede alle isole Cayman, il sito da 120 milioni di utenti ha sfruttato il divieto imposto a Facebook dal governo cinese per aumentare l'interesse degli investitori e raccogliere 743 milioni di dollari con un'Ipo a Wall Street nei giorni scorsi. E a conferma che i mercati emergenti sono terreno fertile per gli investitori in Internet c'è il collocamento di Yandex, il motore di ricerca più usato in Russia, che punta a raccogliere 1,5 miliardi sbarcando al Nasdaq il 24 maggio. Attesa al Nyse a fine mese anche Freescale, spinoff di Motorola, creato nel 2004 che produce microchip per molteplici applicazioni, dalle auto al networking.
Nella seconda metà dell'anno, secondo indiscrezioni, agli sbarchi sul mercato potrebbe aggiungersi Groupon, il sito di sconti che l'anno scorso ha rotto i negoziati con Google che voleva aggiudicarselo per 6 miliardi, e ora potrebbe raccoglierne in Borsa almeno 15. Twitter, con i suoi 175 milioni di utenti che «cinguettano» messaggi da 140 caratteri, si aggira su valutazioni stimate in 4,5 miliardi ma fa sapere che per ora non ha bisogno di andare in Borsa per raccogliere fondi. E poi c'è il gigante della nuova generazione di società internet, Facebook, che promette di scuotere il settore quando arriverà l'Ipo, forse nel 2012: la valutazione potrebbe avvicinarsi ai 100 miliardi. Cifre che mostrano come dalla kermesse di Google per ora manchi la parola magica del momento, «social». Per quello, però, c'e' ancora domani.

 


Alberto Riva

 

[Fonte: Il Sole 24 ORE]