L'Europa sta con Tim Berners-Lee in difesa della neutralità della Rete


FEDERICO GUERRINI

Tim Berners-Lee torna a difendere la libertà del Web e l'Europa oggi ha preso posizione a favore del principio di neutralità della Rete.

Negli ultimi tempi, l’uomo considerato il “padre” di Internet si è più volte scagliato contro tutte quelle evoluzioni che sembrano prefigurare una Rete non più aperta a tutti, ma piegata agli interessi di pochi grandi gruppi economici.

Parlando a Oxford, nel corso della cerimonia di apertura degli uffici britannici del W3C (il Consorzio che incentiva e controlla lo sviluppo di standard internazionali per il Web), Berners-Lee ha sostenuto come l’accesso a Internet debba essere considerato a suo avviso ormai uno dei diritti fondamentali dell’individuo e ha criticato gli attacchi dei grandi operatori di telecomunicazione alla «neutralità della Rete»; in sintesi, la possibilità per chiunque, una volta stipulato un abbonamento Adsl, di accedere a qualsiasi tipo di contenuto online.

In passato è sempre stato così, ma la tendenza attuale è invece in senso contrario: quasi tutti i grandi operatori penalizzano alcuni tipi di traffico, Voip e peer-to-peer in particolare, sostenendo che consumano troppa banda. Per poter telefonare con Skype o scaricare file con Emule, l’utente si vede così spesso costretto a pagare una somma extra, il che sembra prefigurare l’affermarsi di fatto di un Internet a due velocità: connessioni rapide e complete per chi può permettersi di spendere, servizi ridotti all’essenziale per tutti gli altri.

Una situazione resa ancor più ambigua dal fatto che limitare Skype, per molti operatori che forniscono anche servizi di telefonia, vuol dire sbarazzarsi di un pericoloso concorrente. Il problema è all’attenzione dei vari governi europei.

Berners-Lee è stato incaricato dal governo britannico di negoziare un accordo fra i principali provider e i fornitori di contenuti come la Bbc e Skype, ma le cose vanno a rilento. “Se non si riesce a trovare un accordo - ha detto a Oxford - il governo deve essere pronto a legiferare. Può darsi che per garantire la neutralità delle Rete, sia necessaria un’apposita legge”.

«Se si concedesse agli operatori di discriminare fra i vari tipi di contenuto – ha ammonito – le grandi società otterrebbero il controllo completo sulle preferenze degli utenti. Potrebbero impedirgli di visitare siti considerati non politicamente corretti, religiosamente corretti, o anche commercialmente corretti».

Anche le autorità dell’Unione Europea si stanno occupando della materia. Nellie Kroes vice presidente della Commissione Europea sull’Agenda Digitale ha assicurato quest’oggi che le nuove regole sulle telecomunicazioni che entreranno in vigore il prossimo 25 maggio, verranno applicate in maniera da assicurare il rispetto dei principi di apertura e neutralità della Rete.

La Commissione dedicherà il resto del 2011 a indagare per verificare il rispetto da parte degli operatori delle regole della libera concorrenza nel settore. Se il mercato non riuscirà a garantire da solo agli utenti libertà di scelta e di accesso, si renderanno necessari interventi legislativi.

«Segnatevi le mie parole – ha detto la commissaria durante la conferenza stampa – se le misure per incentivare la concorrenza non saranno sufficienti a far sì che i provider diano agli utenti una reale libertà di scelta, sono pronta a proibire il blocco di servizi e applicazioni legittime. Non va bene che Skype e altri servizi vengano limitati. È anti-concorrenziale».

[Fonte: LASTAMPA.it]