L'università di Napoli su iTunes "Tutte le lezioni scaricabili online"


Il rettore Trombetti: "Abbiamo creato un sussidiario portatile"

L’università Federico II di Napoli sfida Stanford, Yale e Oxford, e lo fa utilizzando il terreno del Web.  Il primato, almeno a livello italiano, arriva grazie all’apertura di un proprio canale su iTunes U, l’area dell’iTunes store che offre contenuti audio e video. L’innovativa applicazione riguarderà inizialmente tredici facoltà e offrirà gratuitamente a tutti sintesi delle lezioni, materiali di approfondimento, risorse multimediali, audio, video e link a fonti scientifiche selezionate dai docenti. L’applicazione, scaricabile su Apple e su Microsoft, amplia le possibilità di apprendimento già fornite da ’"Federica", il portale per l’e-learning già in funzione nell’ateneo partenopeo. Grazie alle nuove tecnologie, sarà possibile scaricare la funzione iTunes U anche su cellulare e studiare durante gli spostamenti.

Una sorta di sussidiario portatile, come lo definisce il rettore della Federico II, Guido Trombetti, che sottolinea però che si tratta di un «ausilio» ai tradizionali strumenti didattici. «Il nostro ateneo è tra le più antiche d’Europa - aggiunge - ma ha il dovere di non farsi superare dai tempi e di seguire il linguaggio dei giovani. L’università è patrimonio di tutti: per questo abbiamo scelto garantire il libero accesso alle informazioni non solo ai nostri iscritti». Un aiuto anche per i non frequentanti, che avranno a disposizione gli elementi base di ogni lezione.

«Nella maggior parte delle università - spiega il direttore scientifico di Federica, Mauro Calise - si offrono ai ragazzi solo le registrazioni delle spiegazioni dei docenti. Noi abbiamo scelto di fornire anche degli approfondimenti su ogni argomento, utilizzando i link che rimandano ad altre pagine web». L’obiettivo è di arrivare a 300 corsi e 5mila lezioni on line entro la fine dell’anno, aggiungendo anche contenuti in inglese. Il progetto è stato finanziato per tre milioni di euro dalla regione, attraverso fondi europei, e per un milione dallo stesso ateneo.

 

[Fonte: LASTAMPA.it]