Nokia, addio a Comes With Music (quasi ovunque)


Il colosso finlandese rivede i suoi piani musicali, soprattutto nel mercato occidentale. Reggono Brasile, Cina, India, Indonesia, Sudafrica e Turchia.

E' da qualche anno che Nokia sta provando a dire la sua nel mondo della musica digitale. Anche con idee interessanti. La più promettente sembrava essere Comes With Music, un'iniziativa lanciata nel 2008 con il sogno di creare un nuovo segmento di mercato, là dove si incontrano telefonini e download. Tu acquistavi un determinato modello di cellulare e con esso il diritto a scaricare gratis una quantità illimitata di musica, per un anno, con la benedizione delle major discografiche.

All'epoca del lancio, l'idea sembrava davvero geniale. Quasi in grado di fornire una valida alternativa offline ad iTunes. Già nell'estate del 2009, però, quando alcuni blog pubblicarono dati ufficiosi sull'andamento della campagna, si capì che qualcosa non funzionava. L'interesse del pubblico non decollava. Così come le vendite dei telefonini. Oggi, dopo un inefficace maquillage linguistico (da Comes With Music a Ovi Music Unlimited), Nokia decide di calare il sipario sul servizio. Quasi ovunque.

Dei 27 paesi in cui era attivo, ne rimangono soltanto sei. E i nomi non sembrano casuali. Anzi, dimostrano come anche nel mondo della musica digitale vi siano due emisferi che viaggiano a velocità (e con prospettive) ben differenti. Ciò che rimane del sogno di Comes With Music sono gli abbonamenti annuali in Cina, India e Indonesia e quelli semestrali in Brasile, Turchia e Sudafrica, paesi che da subito avevano risposto meglio all'operazione. L'uomo occidentale - forse distratto dalla concorrenza di Internet, insofferente nei confronti delle protezioni DRM e della "chiusura" del servizio o insoddisfatto dalla scelta dei modelli disponibili - ha invece detto no. 

Tutti gli abbonamenti ancora in corso verranno portati regolarmente al termine. Quindi Nokia manterrà aperto solo più il suo negozio à la carte, dove si acquistano singole canzoni, senza DRM. E chissà se, dopo questo rumoroso insuccesso, qualcuno proverà ancora il bundle tra dispositivi hardware e abbonamenti musicali.

 

Luca Castelli

 

[Fonte: LASTAMPA.it]