Archivio: ICT

SIAE, più è lenta e più guadagna

di Guido Scorza


“Le iniziative assunte nel corso dell’esercizio hanno creato le condizioni per un equilibrio economico strutturale ed hanno generato utili di bilancio (€ 18,7 milioni) più che sufficienti a ripianare integralmente le perdite pregresse (€ 17,7 milioni)”.

 

Sono le parole con le quali Gian Luigi Rondi, ormai ex Commissario straordinario della SIAE, presenta il rendiconto relativo all’esercizio 2012, quello del passaggio del testimone, al nuovo Presidente della SIAE, Gino Paoli.

 

“L’esercizio 2012 – continua Rondi – nonostante alcune criticità connesse al business (con inevitabili riflessi sui ricavi, diminuiti di – € 6,1 milioni pari a -3,6% sul 2011), presenta risultati ampiamente positivi, anche grazie alle azioni di razionalizzazione ed efficientamento intraprese negli esercizi precedenti.”


Le cose però non stanno esattamente così...

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Internet sfida e occasione per le librerie

JUAN CARLOS DE MARTIN

Avolte dico, esagerando un po’, di essere cresciuto in una libreria. Una piccola libreria indipendente di Torino i cui proprietari, marito e moglie, per anni accettarono - sempre col sorriso sulle labbra - di aver tra i piedi, a volte per interi pomeriggi, un ragazzino che sfogliava molto e comprava poco. Ragazzino che quando non era da loro era a perlustrare gli scaffali della non lontana biblioteca civica. Quanta gratitudine nei loro confronti (che spero stiano bene) e anche nei confronti della mia città, che mi garantì, in un momento cruciale della mia formazione, il diritto di accedere gratuitamente a libri e riviste. Da allora sono diventato quello che gli analisti chiamano un «lettore forte», ovvero, qualcuno che sa fin troppo bene cosa significhi comprare libri, sia in Italia sia all’estero. Allo stesso tempo però sono diventato un forte utilizzatore di qualcosa che Rocco Pinto - e la cosa un po’ mi sorprende - non menziona mai nella sua lettera, ovvero, di Internet. E da utilizzatore di Internet mi sembra impossibile parlare oggi di libri, librerie e biblioteche senza prendere in considerazione l’impatto delle tecnologie digitali inclusi gli eBook, altra parola che non compare nella lettera di Pinto.

Come amante dei libri nonché utente Internet, non ho dubbi: le librerie dovranno cambiare. Dovranno infatti prima o poi inesorabilmente fare i conti con i vantaggi garantiti dalle librerie online tra cui un catalogo vastissimo consultabile dall’utente senza intermediari, consegna puntuale quasi ovunque nel mondo, liste dei desideri, suggerimenti personalizzati e recensioni spesso utili per orientarsi. Le librerie online più evolute consentono persino di sfogliare elettronicamente i libri prima di comprarli, proprio come in libreria.

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L'ascesa dei «nuovi» autori

«Nel mondo di carta», scrive Megan Garber sul sito del Nieman Journalism lab, «il successo di un libro dipende largamente da meccanismi che sono indipendenti dagli autori, come il disegno della cover, la distribuzione, il posizionamento negli scaffali delle librerie». Certo, aggiunge, ci sono alcuni passaggi in cui l'autore conta, come le presentazioni o le interviste su giornali e su altri media. Ma si tratta di aspetti collaterali.



Nel mondo digitale, nota la Garber, tutto questo sta cambiando. Lo spunto per parlarne viene da una delle ultime piccole (e continue) innovazioni con cui Amazon sta usando la tecnologia per ridisegnare il modo in cui funziona l'editoria. Con il Kindle ora i lettori, utilizzando @Author, possono fare direttamente domande agli autori di cui stanno leggendo il libro. Si tratta di una novità ancora sperimentale, ma in tempi di cambiamento così rapido si vive di piccoli segnali per provare a intuire la direzione che stiamo prendendo.

 

«Questa nuova opzione», commenta la Garber, «è un altro passo verso la personalizzazione del brand nel mondo del libro. Non a caso Amazon l'ha collegata all'autore e non al libro, al genere o all'editore. L'identità stessa dell'autore, definita, misurata e potenziata dalla sua capacità di creare una community intorno alle sue opere, è oggi un prodotto di per sè». Non a caso, nota nell'articolo, gli autori che stanno partecipando a questa sperimentazione non sono personaggi come Philip Roth. Sono autori di successo che hanno familiarità con Twitter e che, attraverso il loro fascino e il loro talento, hanno coltivato una «devota audience» disposta a seguirli.

 

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Niente più sconti oltre il 15 per cento Libri, al via la «legge Levi»

Allarme dei bibliotecari: non riusciremo più ad acquistare i volumi. Nessun limite invece sugli ebook

 

I detrattori lo hanno ribattezzato «provvedimento anti-Amazon» e sono convinti che finirà per uccidere la lettura. Secondo i sostenitori, invece, garantirà la ricchezza e il pluralismo dell’offerta culturale. Entra in vigore il primo settembre, dopo un acceso dibattito e oltre due anni di gestazione, la nuova legge sul prezzo dei libri, meglio nota come «legge Levi», dal nome del primo firmatario Ricardo Franco Levi, deputato del Partito Democratico.

 

LE NORME - Il testo (leggi) - approvato in via definitiva lo scorso 20 luglio con un consenso bipartisan – stabilisce un tetto massimo del 15 per cento allo sconto che tutti i venditori (dai piccoli librai, alla grande distribuzione, agli store online) possono applicare sul prezzo di copertina. Limiti di sconto vengono imposti anche agli editori: mai oltre il 25 per cento e solo nell’ambito di promozioni che non devono superare la durata di un mese né possono tenersi a dicembre.

 

EDITORI E LIBRAI – La legge raccoglie i consensi soprattutto delle librerie indipendenti e dei piccoli editori. I protagonisti del settore, cioè, che più hanno sofferto la concorrenza dell’e-commerce e di ineguagliabili campagne di sconti come quelle di Amazon o dei grandi gruppi editoriali. «Finalmente una normativa che corregge l’anomalia dell'Italia, Paese in cui i grandi editori sono anche venditori, con inevitabili squilibri sui prezzi» commenta Paolo Pisanti, presidente dell’Associazione librai italiani (Ali). «Una legge equilibrata che garantirà un'offerta plurale» commenta Marco Polillo, presidente dell'Associazione italiana editori (Aie). Sulla stessa linea Marco Cassini, cofondatore di Minimum Fax e uno degli animatori di Mulini a Vento, il gruppo di editori che si è a lungo battuto per la regolamentazione del prezzo dei libri. «La legge è un importante passo in avanti» sostiene Cassini. Pur ammettendo che «non è la migliore in assoluto e che alcuni aspetti, come ad esempio le sanzioni per chi non rispetta le regole, andrebbero comunque precisati».

 

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