Archivio: Brevetti

A Glasgow, la proprietà intellettuale non è in vendita. L'Università la cede gratis

FEDERICO GUERRINI

 

Eliminare gli steccati che impediscono la libera circolazione delle idee e della conoscenza può portare un grande valore aggiunto all’economia e avere effetti benefici sull’intero tessuto sociale che ruota attorno a un ente di ricerca. È il principio che ha portato l’Università di Glasgow a rivoluzionare la consueta logica delle licenze ad uso commerciale e a rendere disponibili gratuitamente alle aziende, per prima nel Regno Unito, i risultati delle sue ricerche campo medico e tecnologico.

Modelli diagnostici per il trattamento del morbo di Parkinson, nuove tecniche per migliorare le terapie contro il cancro, un motore di ricerca open source di documenti online sono solo alcuni dei progetti che, tramite il sito dedicato “Early access Ip”, sono già a disposizione delle imprese britanniche che intendono trovare applicazioni commerciali di queste scoperte. A breve più del 90 % dell’intero archivio universitario sarà liberamente fruibile online, ad eccezione delle ricerche che sono state finanziate da qualche società privata.

“Una delle missioni chiave dell’Università – spiega il rettore Anton Muscatelli – è la creazione, l’avanzamento e la condivisione della conoscenza. Il nostro obiettivo è dimostrare la rilevanza, l’importanza e l’impatto della ricerca che si effettua a Glasgow e aiutare le aziende britanniche a massimizzare la loro competitività a livello internazionale”. “Dare in licenza una tecnologia nel Regno Unito – aggiunge il direttore della commissione per le strategie tecnologiche Iain Gray – può essere un processo laborioso, cosa che può inibire la condivisione della proprietà intellettuale fra le università e le aziende. Questa mossa aiuterà a creare relazione migliori e più durature fra il mondo dell’impresa e quello della ricerca”.

 

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Brevetti violati, Apple deve sborsare 625 milioni di dollari. La Mela non ci sta

I giudici danno ragione alla piccola società texana Mirror Worlds: Cupertino deve pagare una cifra da capogiro

Apple pesta i piedi alla piccola società Mirror Worlds, violando quattro brevetti il cui nome in codice è rispettivamente 6.006.227, 6.638.313, 6.725.427 e 6.768.999. Mirror Worlds la trascina in tribunale. Ottiene il diritto a un risarcimento di tre dei quattro brevetti per una cifra complessiva di 625 milioni di dollari. E ora Apple presenta ricorso, gridando al triple dipping (che significa essere puniti più volte per lo stesso reato). Ma la vicenda potrebbe creare un precedente importante e inquietante per molti colossi.

LA BATTAGLIA LEGALE - Mirror Worlds, piccola azienda texana, contro il gigante Apple: la battaglia legale è iniziata nel 2008 e secondo le ultime notizie Davide (Mirror Worlds) ha battuto Golia (Apple), reo di aver violato ben tre brevetti della società texana e condannato dal tribunale texano a pagare la cifra di 208,5 milioni di dollari a brevetto, ovvero 625 milioni di dollari complessivi. Le tecnologie del contendere riguarderebbe la modalità in cui i documenti vengono mostrati sullo schermo e sarebbero state utilizzate da Cupertino con le applicazioni Cover Flow, Time Machine e Spotlight.

 

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USA, Google bussola brevettuale

Annunciato l'accordo che affida a Mountain View l'archivio dell'Ufficio marchi e brevetti statunitense. Offrirà un servizio gratuito

 

Lo United States Patent and Trademark Office (USPTO) ha raggiunto un accordo con Mountain View: Google ospiterà l'archivio dei brevetti e dei marchi concessi dall'Ufficio statunitense, nonché delle rispettive domande e degli eventuali atti processuali.

Sono due le strade per semplificare, o comunque rendere più accessibile, il sistema brevettuale: una riguarda la riduzione dei tempi d'attesa per la concessione del brevetto, l'altra riguarda invece la possibilità di rendere la ricerca di antecedenze più semplice: tagliare i tempi fra invenzione e sua commercializzazione senza rischi di contraffazione, nonché far capire cosa è stato già brevettato, evitando doppioni che finiscono poi in tribunale e costano soldi sia al privato che alla società (lunghe cause legali, risorse della ricerca impiegate sul medesimo progetto ecc.), sono due degli obiettivi perseguiti da chi vuole migliorare la situazione attuale.

 

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UE, un brevetto per tutti

La Svezia avvia incontri bilaterali: un sistema brevettuale europeo permetterebbe procedure più agili e uniformi. In agguato i brevetti software?

La Svezia si è impegnata, assumendo la presidenza di turno dell'Unione Europea per i prossimi sei mesi, ad ottenere un accordo tra gli stati membri per la creazione di un unico brevetto valido in tutti i 27 paesi.

Quello preso dalla Svezia appare uno sforzo concreto: "Abbiamo preparato molti incontri bilateriali con i paesi più scettici per cercare di convincerli - ha affermato un diplomatico - stiamo puntando in alto, ma questi obiettivi possono essere raggiunti".

Accanto alla creazione di un unico brevetto con validità europea, la Svezia spera di raggiungere almeno un accordo preliminare per la creazione di un'area unificata per le controversie e di delineare una corte per i brevetti europea.

 

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