Archivio: Brevetti

Apple brevetta il distributore di contenuti

L'azienda di Cupertino ha depositato un brevetto relativo ad un chiosco per la fornitura di contenuti multimediali. Nel mentre, iPhone e iPod Touch diventano dispositivi didattici

Una delle aziende più prolifiche nel depositare brevetti in materia di innovazione tecnologica è senz'altro Apple, azienda che punta ora alla distribuzione dei contenuti del suo iTunes Store in tutta mobilità. L'idea è quella di combinare la fisicità di un jukebox con la connettività e la filosofia dei player multimediali: verrà così realizzato un vero e proprio chiosco in grado di distribuire contenuti on the go per iPod e iPhone, dispositivi sempre più presenti e richiesti sul mercato, al punto di divenire parte indispensabile del corredo accademico di un'università statunitense.

L'hub multimediale descritto nelle 19 pagine del testo del brevetto depositate dall'azienda di Cupertino si configura come un vero e proprio chiosco in grado di rifornire di video, musica e applicazioni in luoghi pubblici quali stazioni ferroviarie, aeroporti e centri commerciali. Il cuore dell'intero brevetto è proprio il sistema di connessione tra chiosco e dispositivo, che la Mela descrive come una virtual physical connection, in grado di riconoscere i dispositivi nei paraggi e stabilire una connessione wireless cifrata per distribuire i contenuti scelti dall'utente.

Il chiosco permette inoltre, grazie alla tastiera integrata, l'accesso al proprio account di iTunes Store, in modo da garantire la rapidità delle procedure d'acquisto. Lo stoccaggio dei contenuti è volutamente sdoppiato, e si configura in un server locale in grado di ospitare le novità del momento, i classici e i best seller e nel già citato collegamento ad iTunes per una ricerca più approfondita e vasta. Nonostante ciò, per chi non dovesse possedere un account sullo store online di iTunes dovrebbe essere implementato il pagamento via carta di credito.

 

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Google Book Search sfoglia sempre meglio

BigG adotta nuovi strumenti per fagocitare più velocemente documenti scritti. Ma deve farsi largo tra chi grida al furto di opere e chi teme per l'accessibilità


L'acquisizione di libri non è più un ostacolo per Google. Il colosso del search ha brevettato un sistema, ideato da Francois-Marie Lefevere e Marin Saric, che renderà più veloce l'ingresso di nuovi titoli nell'archivio di Google Book Search.

Le ormai vecchie tecnologie di digitalizzazione richiedevano che ogni pagina arrivasse allo scanner in maniera nitida e, sopratutto, come immagine piana. Un'eventuale curvatura della pagina avrebbe infatti rischiato di compromettere l'attività del software OCR preposto alla digitalizzazione dei contenuti.

Il brevetto 7508978, denominato Detection of grooves in scanned images, consente di superare l'ostacolo costituito dalla scanalatura centrale, tipica di molti supporti cartacei come libri o riviste, responsabile dell'inarcamento del foglio. Proiettando un raggio infrarosso sul libro aperto e con l'ausilio di due fotocamere ad infrarossi poste ai lati del dispositivo si otterrà l'immagine della pagina in tre dimensioni, indispensabile per determinare i parametri da utilizzare affinché il software la possa leggere in maniera corretta.

 

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Sì ai brevetti software, ma solo sui programmi "complessi"

brevetti_software.thumbnail.jpgUna corte d'appello inglese ha accettato il ricorso di Symbian, ammettendo che i software complessi possono essere protetti da brevetto e non solo dal copyright. Nel 2005 il Parlamento Europeo ha bocciato la direttiva che avrebbe dovuto introdurre i brevetti sul software nel Vecchio Continente: i programmi per i computer possono essere dunque coperti soltanto dal diritto d'autore. I tentativi di introduzione, però, non si sono certo fermati e l'Ufficio Brevetti Europeo di Monaco, per esempio, è sempre stato molto più permissivo di quelli nazionali. Il Regno Unito, finora, aveva una legislazione più restrittiva rispetto al resto dell'Europa per quanto riguarda la brevettabilità del software. Una corte d'appello ha però deciso che il software è brevettabile, ma solo se "complesso". La questione è nata in seguito alla richiesta avanzata da Symbian (che è di proprietà di Nokia) di ottenere un brevetto su un "programma acceleratore" ideato per velocizzare iPod, telefonini e computer.

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"La Apple mi ha rubato l'iPod"

ipod kramerAltro che miracolo dell'informatica targato Silicon Valley: a inventare l'iPod, il riproduttore Mp3 più famoso e venduto del pianeta, è stato - nel 1979 - un inglese. La Apple di Steve Job non ha fatto altro che rilevare i brevetti scaduti e appiccicarci sopra il simbolo della mela morsicata. E dopo quasi 30 anni Kane Kramer, 50enne di Hitchin - piccola cittadina dispersa nelle campagne dell'Hertfordshire - non ha ancora visto un penny. Caso eclatante di furto industriale? Peccato originale da tenere segreto a ogni costo? No. È la stessa Apple ad ammettere - in alcuni documenti depositati presso un tribunale americano - che Kramer sia il vero padre dell'iPod. Colpevole solo di essere nato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ma soprattutto di non aver avuto il denaro necessario per rinnovare i brevetti depositati. L'antenato dell'iPod - battezzato dal suo creatore IXI - non è naturalmente paragonabile a quella super-potenza tecnologica che ha colonizzato, senza sforzo, le tasche dei nostri blue-jeans: poteva caricare al massimo tre minuti e mezzo di musica; usava un semplice chip come supporto; aveva le dimensioni di una carta di credito. Ma le inconfondibili caratteristiche del gioiellino Apple c'erano eccome: tasto centrale di controllo, forma rettangolare con i bordi arrotondati, schermo di navigazione. Basta dare un'occhiata agli schizzi di Kramer per riconoscere i tratti somatici del nonno dell'iPod. Kramer, che all'epoca aveva 23 anni, compilò un brevetto internazionale e mise in piedi una società per sviluppare l'idea, contando sulla rapida evoluzione dei sistemi di stoccaggio dei dati. Ma nel 1988, in seguito a delle noie con i soci, l'azienda si frantumò e Kramer si trovò senza le 60 mila sterline necessarie a rinnovare il brevetto depositato in 120 Paesi. Il progetto, così, divenne di pubblica proprietà. Nessun problema, quindi, quando la Apple, trascinata in tribunale dalla Burst.com - un'azienda che sosteneva di essere la vera proprietaria della tecnologia con cui è costruito l'iPod - si è difesa mostrando il brevetto, e gli schizzi, di Kane Kramer.

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