Archivio: Copyright

EDITORIA: COPYRIGHT, PER RASSEGNE STAMPA NASCE PROMOPRESS

E' nato ufficialmente il Repertorio Promopress, l'iniziativa degli editori italiani per la gestione dei diritti d'autore nelle rassegne stampa. Il Repertorio - spiega una nota - ''raggruppa i principali giornali italiani, quotidiani e periodici, e si propone come obiettivo l'individuazione di soluzioni semplici ed efficaci per la tutela del prodotto editoriale che non pregiudichino, nel contempo, il
relativo mercato''.

 

Le forme di riutilizzo e di diffusione dei contenuti editoriali - ricorda il comunicato - sono oggi prevalentemente realizzate in assenza di uno specifico accordo con gli editori e nonostante la maggior parte delle aziende editoriali vieti espressamente la riproduzione delle proprie opere, anche a tutela della professionalita' dei giornalisti. Nella ricerca di forme di cooperazione tra i titolari dei diritti sui contenuti editoriali e i fornitori di servizi che riproducono e diffondono i contenuti protetti da tali diritti, gli editori aderenti al Repertorio Promopress e alcune societa' che forniscono rassegne stampa (Mimesi, Dailyou, Kikloi Pressline) hanno stipulato un accordo che definisce i termini e le condizioni per le licenze d'uso dei contenuti editoriali.

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MAXI SANZIONE GDF PER LIBRI ILLECITAMENTE RIPRODOTTI

SCOPERTI IN COPISTERIA PERUGIA


PERUGIA, 16 LUG - Una maxi sanzione amministrativa di 372 mila euro e' stata comminata dalla guardia di finanza di Perugia al titolare di una copisteria dove a febbraio il nucleo mobile delle fiamme gialle aveva sequestrato 1.781 testi universitari risultati illecitamente riprodotti.

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Una sentenza sopravvalutata

Una sentenza importante per internet, sebbene forse sopravvalutata.



L'oggetto di causa era un singolare ordine giudiziale richiesto dalla Sabam (l'equivalente della nostra SIAE) nei confronti di un fornitore di accesso ad internet. Il provider avrebbe dovuto: i) filtrare tutto il traffico dei propri clienti per individuare le comunicazioni peer to peer; ii) ispezionare i contenuti scambiati dagli utenti ; iii) bloccare la trasmissione delle opere condivise in violazione della legge sul diritto d'autore.



Scarlet, questo il nome della società convenuta, si era rifiutata di adempiere.



Per quale ragione un operatore commerciale della comunicazione dovrebbe spender soldi e risorse tecniche per vigilare e impedire eventuali violazioni di diritti altrui commesse dagli utenti?



Ma soprattutto con quale diritto il gestore della rete dovrebbe "guardare" le comunicazioni che trasporta, decidendo quali sono legali e quali no, quali possono esser consegnate e quali debbono esser bloccate?



Domande, che sono state rimesse alla Corte di Giustizia Europea che ha provveduto oggi con una sentenza attesa con ansia da tutti i fruitori di internet.

 

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La tassa sulle fotocopie e il diritto allo studio

di Guido Scorza


Quasi cinque milioni e mezzo di euro all’anno
è quanto le università italiane chiedono agli studenti a titolo di equo compenso per le fotocopie che gli iscritti potrebbero – non è detto che ciò accada – trovarsi da fare nelle biblioteche dei nostri atenei.

La cifra astronomica si ottiene moltiplicando l’ultimo dato reso disponibile dal Ministero dell’Università relativo agli iscritti negli atenei italiani nell’anno accademico 2009-2010 per l’importo di 3 euro che, quest’anno, le università italiane stanno chiedendo all’atto dell’iscrizione per la c.d. “tassa SIAE” in esecuzione dell’accordo perfezionato – ma in fase di rinnovo secondo quanto si apprende dal sito della SIAE – tra la CRUI – la Conferenza dei Rettori delle Università italiane – e, appunto, la SIAE.

In effetti una recente ricerca dell’Osservatorio Prezzi dell’Associazione Codici rivela che l’importo richiesto dalle Università italiane a questo titolo per le iscrizioni all’anno accademico che sta per iniziare, curiosamente – giacché l’accordo è uno solo – varia da università a università e da città a città: 3 euro quello richiesto a Torino mentre solo – si fa per dire – 2,15 euro quello richiesto a Cagliari.

Quale che sia l’importo complessivo, in ogni caso, si tratta di un fiume di denaro che lascia le tasche degli studenti italiani per andare a rimpinguare quelle, certamente meno povere, della SIAE e delle altre associazioni che tutelano – o dovrebbero tutelare – i diritti e gli interessi di autori ed editori.

Il punto, tuttavia, è un altro.

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