Archivio: Internet Governance

Il G8 decide il futuro di Internet

A Parigi il forum sulla governance del web voluto da Sarkozy

FEDERICO GUERRINI

Tutto è pronto per l'inizio dell'eG8, il forum sulla governance di Internet fortemente voluto dal presidente francese Nicholas Sarkozy. Molto si sa dell'identità degli illustri ospiti che affolleranno il parterre e animeranno le tavole rotonde; meno chiaro il discorso riguardante i contenuti: il tema della Rete è così vasto e due giorni sono così pochi, da dare qualche verosimiglianza alle teorie di chi vede quella di Sarkozy come un'operazione di facciata, utile da un lato a rilanciare la sua visione di un'Internet doma e civilizzata, prona agli interessi dei produttori di contenuti multimediali e, dall'altro ottima come passerella a un anno dalle presidenziali d'Oltralpe.

È singolare che per un evento in teoria così importante gli inviti siano stati inviati ai partecipanti con un preavviso così ristretto e che all'evento stesso sia stata data, dai grandi circuiti informativi internazionali, una copertura mediatica tutto sommato abbastanza ridotta. Il programma stesso dell'evento è filtrato in Rete solo nei giorni scorsi. Ma lasciamo perdere questi piccoli misteri e scorriamolo, questo programma.

Martedì mattina, dopo il discorso di benvenuto di Sarkozy e l'introduzione di Maurice Levy, presidente della potente società di Pr Publicis, che organizza l'evento, la prima tavola rotonda sarà dedicata a “Silicon Power: Internet e la crescita economica” che riunità personalità di tutti i continenti, fra cui John Donahoe (eBay), Jean-Bernard Lévy (Vivendi), Hiroshi Mikitani (della società giapponese di shopping online Rakuten, fra le prime dieci aziende Internet del mondo) e Eric Schmidt (Google).

 

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Il vertice G8 voluto da Sarkozy per riscrivere le regole del web

Il presidente francese lo ha lanciato. L'obiettivo è quello di favorire l'economia e la democrazia digitali, ma ci sono anche tanti rischi. Eccoli

 

di ARTURO DI CORINTO

 

SARKOZY vuole un G8 dedicato ad Internet prima del vertice dei capi di Stato e di Governo (Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti) che si terrà in Francia, a Deauville, il 26 e il 27 maggio. L'obiettivo dichiarato del summit è quello di favorire l'economia e la democrazia digitali, ma l'intenzione stride con l'idea del presidente francese di "civilizzare Internet" regolamentandola in senso restrittivo "per correggerne gli eccessi e gli abusi che vengono dalla totale assenza di regole". Fatto sta che nonostante la valanga di critiche ricevute e la sconfessione della dottrina dei three strikes da parte della Corte Costituzionale francese adesso il capo dell'Eliseo ci riprova, sostenuto dalle major della proprietà intellettuale e scippando di fatto il primato finora conquistato dall'Onu nel dibattito sulla governance di Internet.

 

"Scippo" a Obama. E' lecito pensare che sia il tentativo di riabilitare la sua immagine di nemico della rete e di riallacciare rapporti coi big player del settore per ottenerne un concreto sostegno elettorale ma è difficile non pensare che in questa decisione ci sia una sotterranea competizione, simbolica, culturale ed economica, con la Casa Bianca. Dall'insediamento di Obama l'amministrazione americana ha ribadito di ritenere Internet un grande strumento di democratizzazione e finanziando un programma da 30 milioni di dollari per realizzare strumenti anti-censura ha rivelato come la rete possa essere usata in chiave geopolitica. L'interventista Sarkozy probabilmente non vuole essere da meno, soprattutto dopo che le insurrezioni africane nel Maghreb hanno lasciato intuire quale spazio ci sia per una Internet che parli francese sempre di più.

 

 

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L'Europa sta con Tim Berners-Lee in difesa della neutralità della Rete

FEDERICO GUERRINI

Tim Berners-Lee torna a difendere la libertà del Web e l'Europa oggi ha preso posizione a favore del principio di neutralità della Rete.

Negli ultimi tempi, l’uomo considerato il “padre” di Internet si è più volte scagliato contro tutte quelle evoluzioni che sembrano prefigurare una Rete non più aperta a tutti, ma piegata agli interessi di pochi grandi gruppi economici.

Parlando a Oxford, nel corso della cerimonia di apertura degli uffici britannici del W3C (il Consorzio che incentiva e controlla lo sviluppo di standard internazionali per il Web), Berners-Lee ha sostenuto come l’accesso a Internet debba essere considerato a suo avviso ormai uno dei diritti fondamentali dell’individuo e ha criticato gli attacchi dei grandi operatori di telecomunicazione alla «neutralità della Rete»; in sintesi, la possibilità per chiunque, una volta stipulato un abbonamento Adsl, di accedere a qualsiasi tipo di contenuto online.

In passato è sempre stato così, ma la tendenza attuale è invece in senso contrario: quasi tutti i grandi operatori penalizzano alcuni tipi di traffico, Voip e peer-to-peer in particolare, sostenendo che consumano troppa banda. Per poter telefonare con Skype o scaricare file con Emule, l’utente si vede così spesso costretto a pagare una somma extra, il che sembra prefigurare l’affermarsi di fatto di un Internet a due velocità: connessioni rapide e complete per chi può permettersi di spendere, servizi ridotti all’essenziale per tutti gli altri.

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I giovani cambieranno le regole

É giusta la remunerazione agli autori, in cambio della loro creatività. Il diritto d’autore è posto alla base del diritto all’accesso alla cultura. Diviene il necessario corollario della libertà di espressione. Davanti alla funzione sociale da esso svolta, siamo sicuri che le vittime uniche della cosiddetta pirateria on-line (o libertà di comunicare, se preferite) siano gli autori ed i loro produttori ed editori?


Sembrerà strano, eppure è cosi. Nella cosiddetta Società dell’Informazione, nella quale comunicare con gli altri è quanto mai facile ed alla portata di tutti, il diritto d’autore, la legge da sempre deputata a garantire informazione, pensiero e tutto ciò che è prodotto dalla creatività umana, è in crisi. Si dice sia sorpassato, non regga il passo dei tempi. Addirittura, rallenti, invece di accrescere, la circolazione delle comunicazioni. É davvero così? Anzitutto, chiariamo un punto. Non è la prima volta che il diritto d’autore affronta l’arrivo delle nuove tecnologie. Vive, anzi, del confronto con esse. Almeno a livello embrionale, la normativa nasce grazie all’avvento di una novità tecnologica: il metodo della stampa inventato da Gutenberg.

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