Archivio: Knowledge Divide

Con Google 250mila libri online

È una piccola parte, ma un significativo inizio. La British Library va su Google con 250mila titoli che saranno digitalizzati e resi accessibili sia attraverso l'archivio della collezione britannica sia attraverso il motore di ricerca californiano.

 

Una frazione dei 150milioni di titoli che affollano le auguste sale della biblioteca forse più celebre al mondo, ma il segno di una direzione precisa che spinge il mondo della cultura verso l'utilizzo della tecnologia più avanzata.

 

La British Library non è nuova a esperimenti del genere avendo già reso digitali 65 milioni di testi attraverso una partnership con Microsoft che ha dato vita a una application oggi disponibile sull'Ipad, ma è la collaborazione con Google a fare la differenza.

 

Il motore di ricerca, infatti, da anni ha avviato un controverso progetto di digitalizzazione delle maggiori collezioni al mondo. Non più di un anno fa aveva annunciato l'avvio di un analogo programma per la Bodleian Library di Oxford, gioiello di una serie di biblioteche battute dagli uomini di Google in tutto il mondo. Fino ad ora se ne contano quaranta con un totale di 13 milioni di testi che sono resi disponibili attraverso la ricerca.

 

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BENI CULTURALI: BIBLIOTECHE ON LINE, ACCORDO CON WDL


GALAN,  MOLTO PIU’ CHE LIBRERIA MEDIATICA, CONOSCENZA E’ LIBERTA’

 

Manoscritti, fotografie, testi antichi. Grazie ad un accordo tra ministero dei beni culturali e e la Library of Congress di Washington, molti tesori delle biblioteche nazionali e universitarie più prestigiose d’Italia entrano a far parte del patrimonio on line della World Digital Library (Wdl). Lo annuncia il ministro dei beni culturali Giancarlo Galan, che oggi ha Roma ha firmato l’accordo con l’ambasciatore Usa David H. Thorne e che rivendica il ruolo democratico del sapere. “Questo è molto più di un accordo per una biblioteca mediatica - dice Galan - la conoscenza è sinonimo di libertà”. Da sempre, aggiunge il ministro, “chi vuole ottundere un popolo, i libri li brucia; noi li rendiamo disponibili a tutti”. E in questo internet, aggiunge il ministro, fa un po’ quello che faceva anni fa “per esempio ai tempi della Germania dell’est”, la tv, “Internet, che della tv è tanto più potente, permetterà a tanta parte del mondo di conoscere cosa é la libertà”. Lui, rivela, questa notte si è collegato con il World Digital Library ed ha trovato con soddisfazione una foto di fine ottocento della sua piazza San Marco.

 

“Ci troviamo davanti una evoluzione del concetto di libro - sottolinea - una rivoluzione che personalmente penso non sia male, tanto che sono stato fra i primi in Italia a usare gli e-book”. A Roma per presentare l’accordo anche il presidente e ideatore del progetto James H. Billington, direttore della Library of Congress. Realizzata con il patrocinio Unesco, ha spiegato, la wordl Digital Library mette gratuitamente a disposizione degli utenti i tesori culturali e le espressioni artistiche e di folklore conservati nelle biblioteche di tutto il mondo.

 

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Così l'ebook cambia l'economia

Appuntamenti il libro di domani, il futuro della scrittura: tre giorni di incontri alla Villa Reale. Costi, diritti, biblioteche digitali: a Monza il forum mondiale dell'Unesco

 

di CRISTINA TAGLIETTI

 

Che oggetto sarà il libro del futuro? Che cosa ci troveremo tra le mani quando leggeremo, e che cosa sarà, domani, la scrittura? Rispondere adesso a queste domande è molto difficile, lo scenario è ancora nebuloso, ma che siamo a una svolta epocale è ormai evidente per tutti. A questi interrogativi è dedicato il secondo forum dell'Unesco sulla cultura e le industrie culturali che si svolgerà alla Villa Reale di Monza dal 6 all'8 giugno e riunirà 200 partecipanti provenienti da tutto il mondo: autori, scienziati, editori, bibliotecari, sociologi, blogger, ricercatori, oltre a politici e rappresentanti dell'economia, tra cui lo scrittore cileno Antonio Skàrmeta, il direttore della Fiera del libro di Francoforte Jiirgen Boos, lo storico Robert Darnton, motore del progetto Dpla (Digital Public Library of America), il direttore generale di Mondadori Libri Trade Riccardo Cavallero, il linguista di Berkeley Geoffrey Nunberg, il presidente della Bibliothèque Nationale de France Bruno Racine.

 

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Se Google scivola sui diritti d'autore

di Luca De Biase

 

La visione di Google era semplice e chiara. L'azienda americana digitalizzava i libri e li metteva su internet, alimentando l'accesso alla conoscenza, arricchendo la cultura, facilitando le ricerche su grandi quantità di volumi, spesso introvabili. La sola controindicazione era che così facendo si metteva in rotta di collisione con chi deteneva i diritti d'autore. E, in effetti, si è trovata a dover fronteggiare una quantità di cause in materia.

 

Google è andata avanti, convinta di lavorare nell'interesse generale. Il saggista Ken Auletta avrebbe commentato: «È il solito idealismo di Larry Page, co-fondatore di Google. Lui pensa che la conoscenza debba essere liberamente accessibile per tutti». Ma il giudice federale Denny Chin ha ritenuto che la questione fosse più complicata. E con una sentenza di 48, leggibilissime pagine ha bloccato l'iniziativa dell'azienda.


La sentenza viene accolta con favore dalla Microsoft e da Amazon, da molti autori ed editori, dall'Unione europea. Eppure è una sentenza che di fatto ferma una grande opera culturale e limita la disponibilità di conoscenza per l'umanità. Come se ne esce?

 

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