Archivio: Motori di ricerca

Google: il nuovo e-book rivoluzionera’ il mercato (Wsj)

Secondo quanto si legge sul Wall Street Journal, Google e’ vicinissimo al lancio del nuovo e-book retail venture, Google Editions, che potrebbe rivoluzionare il modo in cui i libri digitali sono venduti.


Di recente sono stati resi noti i dettagli tecnici e legali del piano. Il debutto e’ previsto per fine mese negli Usa e per il 1* trim. a livello internazionale.

 

L’obiettivo di Google e’ offrire un qualcosa di completamente diverso dai propri concorrenti attraverso un modello “read anywhere”. Secondo questo modello gli utilizzatori potranno comprare libri direttamente da Google e da altre piattaforme on line ed aggiungerli alla propria libreria elettronica.

 

L’approccio e’ diverso rispetto a quello di alcuni concorrenti come per esempio Amazon. Quest’ultimo permette l’acquisto di libri da un’unica piattaforma ma la possibilita’ di consultazione da molteplici dispositivi.

 

I dettagli chiave del progetto di Google non sono stati chiariti e non e’ chiaro per esempio con quanti venditori ha gia’ stipulato un accordo.

 

E' ormai consolidata la convinzione che Google Editions rivoluzionera’ il mercato dell’e-book, Forrester Research prevede infatti che che la vendita di libri digitali quest’anno si triplichera’ a 966 milioni di dollari.

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L'Ue avvia inchiesta su Google "Abuso di posizione dominante"

L'indagine dell'Antitrust partita dalle denunce presentate da alcuni motori concorrenti. Che, secondo le accuse, sarebbero penalizzati nei risultati delle ricerche sia gratuite che a pagamento. Mountain View: "Pronti a collaborare"

BRUXELLES - Google finisce nel mirino dell'Antitrust dell'Unione europea. L'organo europeo di controllo sulla concorrenza ha deciso di aprire un'inchiesta formale per verificare se il sito internet più cliccato del mondo abbia violato le regole in vigore nel Vecchio continente. L'accusa è "abuso di posizione dominante nel settore dei motori di ricerca".

Il tutto scatta a seguito di istanze presentate a Bruxelles da parte di gruppi rivali, a cominciare da Microsoft che si è mossa tramite la controllata Ciao, portale rilevato nel 2008 e che aveva sollevato critiche alle pratiche commerciali di Google. Accuse erano giunte da altri due operatori, ma su settori più di nicchia, un sito francese di documenti giudiziari (ejustice.fr) e un portale britannico di paragoni sui prezzi (Foundem). Già lo scorso febbraio la commissione europea aveva riferito che avrebbe esaminato queste lamentele, mentre negli anni scorsi su diverse vicende ha comminato multe antitrust, anche pesati a Microsoft e Intel, sempre per abuso di posizioni dominante.

Il gruppo di Mountain View viene accusato di aver penalizzato i concorrenti nei risultati delle ricerche gratuite, e nelle pubblicità da parte di terzi che si evidenziano in alto e a destra nella pagine dei risultati, i cosiddetti link sponsorizzati. Le accuse sostengono inoltre che Google favorirebbe i suoi stessi servizi. L'apertura di questa procedura, però, avverte la Commissione, non implica che Bruxelles abbia le prove dell'esistenza di un'infrazione alla normativa Ue in materia di concorrenza, ma solo che i servizi del commissario responsabile Joaquin Almunia condurranno un'inchiesta "approfondita" sul caso, e "in modo prioritario".

 

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Google leggerà nella tua mente

di Paolo Pontoniere

 

«Presto se cercherete una parola sul nostro motore di ricerca la troverete fin dalla prima lettera digitata. Perché sappiamo cosa vi interessa». Parla Sergey Brin, boss di Mountain View


In media una ricerca su Google dura 24 secondi: ce ne vogliono nove per digitare la domanda nella barra del browser e 15 per scegliere la risposta più adatta. Ma quando si elimina il fattore umano, ovvero il tempo utilizzato dall'utente per pensare, digitare e poi leggere i risultati, tutto quello che resta sono più o meno 300 millisecondi. Durante i quali il browser, monitorando la Rete alla velocità del pensiero, deve trovare le risposte più pertinenti alla domanda postagli da un utente. è all'interno di questo intervallo temporale che i motori di ricerca come Google, Yahoo e Bing si stanno dando battaglia all'ultimo link.

L'obiettivo è quello di incrementare il numero dei risultati, di migliorarne l'accuratezza e di produrli nel minor tempo possibile. Perché la ricerca on line "è un po' arte e un po' scienza e per sua natura è transitoria", come spiega Sergey Brin, uno di due fondatori di Google insieme a Larry Page. Master in matematica e scienza dei computer, Brin ha abbandonato il PhD per fondare Google e oggi - a 37 anni, con una fortuna valutata a circa 18 miliardi di dollari - è uno degli uomini più ricchi della Terra. è alla testa di un'azienda che sforna oltre 500 innovazioni l'anno, che è valutata oltre 200 miliardi di dollari e che possiede oltre 40 miliardi di riserve di cassa. Oltre a essere, come noto, il primo motore di ricerca del pianeta che ogni settimana serve più di un miliardo di utenti offrendogli l'accesso a decine di miliardi di pagine Web.

Pare che a Mountain View siate fissati con la velocità e continuate a sfornare software che riducono il lasso di tempo tra l'entrata della domanda online e la risposta del browser. È così importante?
"Il nostro obiettivo è trasformare Google nella terza metà del cervello dell'internauta. Attualmente passano 300 millesimi di secondo tra l'entrata di una domanda nella barra di ricerca e la produzione di una risposta: noi quell'intervallo vogliamo azzerarlo, o almeno continuare a ridurlo, è ancora troppo grande".

 

Con la vostra nuova funzione Instant i risultati cominciano ad emergere sin dalla digitazione del terzo o quarto carattere del termine che si cerca. Non basta?
"No, l'ideale sarebbe quello di produrre risultati rilevanti già dalla prima lettera, ed è proprio quello che intendo dire quando parlo di Google che diventa la terza parte del cervello di un utente. Vogliamo imparare a capire come pensa, che cosa cerca prevalentemente, che cosa gli piace, quali sono i suoi interessi. In questo modo ottimizziamo e personalizziamo i risultati riducendo il tempo che l'utente deve passare sul Web a cercare quello di cui ha bisogno".

 

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MOTORI DI RICERCA DEL FUTURO, PROTOTIPI A FIRENZE

IMMAGINI, VIDEO E MUSICA SI TROVANO CON POCHE PAROLE CHIAVE

 

Nuovi motori di ricerca web che indicizzano automaticamente immagini, video e musica di ogni tipo per consentire al navigatore di trovarli con poche parole chiave: i primi prototipi vengono presentati in questi giorni ad Acm Multimedia 2010, la kermesse internazionale in corso a Firenze.

 

“E’ allo studio la possibilità - spiega Alberto del Bimbo, prorettore dell’Università di Firenze - che la macchina, analizzando un’immagine o un video, estragga da sola i concetti base per cui identificarlo: si può fare addestrando la macchina ad identificare le immagini, e poi programmarla per compiere un’identificazione automatica, oppure anche sfruttando le annotazioni esistenti nei social network. Oggi keyword e tag, devono essere inseriti manualmente come annotazioni del relativo file”.

 

Con la nuova generazione di motori di ricerca invece, digitando una parola si avranno a disposizione tutte le immagini che riguardano quella parola; anche i file musicali, ad esempio, potranno essere richiamabili per genere, o per singolo strumento musicale utilizzato.

 

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