Archivio: Net Neutrality

Una sentenza sopravvalutata

Una sentenza importante per internet, sebbene forse sopravvalutata.



L'oggetto di causa era un singolare ordine giudiziale richiesto dalla Sabam (l'equivalente della nostra SIAE) nei confronti di un fornitore di accesso ad internet. Il provider avrebbe dovuto: i) filtrare tutto il traffico dei propri clienti per individuare le comunicazioni peer to peer; ii) ispezionare i contenuti scambiati dagli utenti ; iii) bloccare la trasmissione delle opere condivise in violazione della legge sul diritto d'autore.



Scarlet, questo il nome della società convenuta, si era rifiutata di adempiere.



Per quale ragione un operatore commerciale della comunicazione dovrebbe spender soldi e risorse tecniche per vigilare e impedire eventuali violazioni di diritti altrui commesse dagli utenti?



Ma soprattutto con quale diritto il gestore della rete dovrebbe "guardare" le comunicazioni che trasporta, decidendo quali sono legali e quali no, quali possono esser consegnate e quali debbono esser bloccate?



Domande, che sono state rimesse alla Corte di Giustizia Europea che ha provveduto oggi con una sentenza attesa con ansia da tutti i fruitori di internet.

 

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L’Unione europea invita a mantenere una Rete neutrale e aperta

L’Unione europea preme per la Net neutrality e l’Open Web da sempre. Il Parlamento europeo ha varato una risoluzione non legislativa per mantenere una Rete neutrale, libera e aperta.


Alla festa italiana dei vent’anni del Web Tim Berners-Lee ha illustrato le minacce che incompono sul World Wide Web, e ha elaborato i diritti dell’era digitale. Anche l’Unione europea è a favore della Net neutrality e dell’Open Web. Ecco che cosa ha votato il Parlamento europeo, a favore di una risoluzione non legislativa per mantenere una Rete neutrale, libera e aperta.

 

Internet deve rimanere aperta e neutrale garantendo che le regole comunitarie sulle Tlc siano potenziate. La neutralità significa competitività, società aperta, sviluppo economico ed innovazione, dunque bisogna vigilare ad occhi aperti sui rischi che pendono sulla Rete: i “possibili comportamenti anticoncorrenziali e discriminatori nella gestione del traffico, in particolare da parte delle imprese a integrazione verticale“. La Ue afferma: “Il carattere aperto di Internet ha rappresentato un incentivo determinante per la competitività, la crescita economica, lo sviluppo sociale e l’innovazione, portando a livelli di sviluppo straordinari per quanto riguarda le applicazioni, i contenuti e i servizi online, e ha in tal modo dato un contributo fondamentale alla crescita dell’offerta e della domanda di contenuti e servizi” ma ha anche “impresso un’accelerazione fondamentale alla libera circolazione di conoscenze, idee e informazioni, anche nei paesi in cui l’accesso a mezzi di comunicazione indipendenti è limitato“.

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L'Europa sta con Tim Berners-Lee in difesa della neutralità della Rete

FEDERICO GUERRINI

Tim Berners-Lee torna a difendere la libertà del Web e l'Europa oggi ha preso posizione a favore del principio di neutralità della Rete.

Negli ultimi tempi, l’uomo considerato il “padre” di Internet si è più volte scagliato contro tutte quelle evoluzioni che sembrano prefigurare una Rete non più aperta a tutti, ma piegata agli interessi di pochi grandi gruppi economici.

Parlando a Oxford, nel corso della cerimonia di apertura degli uffici britannici del W3C (il Consorzio che incentiva e controlla lo sviluppo di standard internazionali per il Web), Berners-Lee ha sostenuto come l’accesso a Internet debba essere considerato a suo avviso ormai uno dei diritti fondamentali dell’individuo e ha criticato gli attacchi dei grandi operatori di telecomunicazione alla «neutralità della Rete»; in sintesi, la possibilità per chiunque, una volta stipulato un abbonamento Adsl, di accedere a qualsiasi tipo di contenuto online.

In passato è sempre stato così, ma la tendenza attuale è invece in senso contrario: quasi tutti i grandi operatori penalizzano alcuni tipi di traffico, Voip e peer-to-peer in particolare, sostenendo che consumano troppa banda. Per poter telefonare con Skype o scaricare file con Emule, l’utente si vede così spesso costretto a pagare una somma extra, il che sembra prefigurare l’affermarsi di fatto di un Internet a due velocità: connessioni rapide e complete per chi può permettersi di spendere, servizi ridotti all’essenziale per tutti gli altri.

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Ue: no a corsie preferenziali per contenuti Web

La commissaria Neelie Kroes si schiera a favore della Neutralità della Rete

Non è giusto che vi siano corsie preferenziali sul web, che consentano ad alcuni servizi e contenuti di funzionare meglio, serve invece potenziare la rete per fornire ai cittadini un servizio sempre migliore: lo ha detto oggi il commissario all’agenda digitale, Neelie Kroes, affrontando la controversa questione della "neutralità della rete".

Si tratta di un dibattito acceso soprattutto in Usa, ma che si sta estendendo anche all’Europa, che vede gli operatori di Telecom contro i fornitori di contenuti: i primi vorrebbero far pagare ai secondi una sorta di "corsie preferenziali" per diffondere i propri contenuti in maniera più rapida ed efficace rispetto al resto del traffico online.

 

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