Archivio: Web 2.0

Stupido è chi non usa Google

Derrick de Kerckhove parla del suo ultimo ebook «La mente accresciuta»

 

PATRICK HESTER *

Derrick de Kerckhove è professore del dipartimento di lingua francese all’Università di Toronto, Canada, dove è stato direttore del Programma McLuhan in Cultura e Tecnologia dal 1984 al 2008. Già insignito della Papamarkou Chair in Technology and Education presso la Library of Congress, attualmente insegna alla facoltà di Sociologia dell’università Federico II di Napoli e tiene lezioni all’Interdisciplinary Internet Institute (IN3) dell’Università Oberta di Catalunya a Barcellona.

È autore di Brainframes: mente, tecnologia, mercato, La pelle della cultura: un'indagine sulla nuova realtà elettronica, Connected Intelligence e The Architecture of Intelligence. Ha redatto e curato numerosi documenti, saggi e raccolte, tra cui McLuhan for Managers e The Alphabet and the Brain. Oggi Derrick ci parla di La mente accresciuta, ebook pubblicato da 40k.

Che cosa significa “mente accresciuta”, che definizione ne dà?
La mente accresciuta è l'ambiente cognitivo, attivo sia a livello personale che collettivo, che le tecnologie intessono attorno a noi e dentro di noi, attraverso Internet in particolare e l'elettricità in generale. Funziona sia come memoria estesa sia come intelligenza di elaborazione per ogni individuo che usa tecnologie elettroniche, dal telegrafo, al “cloud computing”, a Twitter. Unisce le persone invece di dividerle, come è successo con l'alfabeto, e tiene conto di qualsiasi quantità di voci singole all'interno di uno spazio di informazione fluido, definibile in base agli individui e alla comunità che lo abitano, seguendo i bisogni collettivi. Può assumere svariate forme e mettere in comune risorse individuali in servizi come Wikipedia, o esternalizzare e oggettivare il nostro processo di immaginazione in contesti di finzione in grado di offrire all'utente esperienze in presa diretta, come Second Life.

 

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DADA: PRESIDENTE E FONDATORE BARBERIS LASCIA PER 'DIVERGENZE STRATEGIA'

Il fondatore di Dada Paolo Barberis lascia la societa' da lui fondata per ''divergenze sulla strategia''.

Il CdA di Dada e Barberis, spiega una nota, ''di comune accordo, e in seguito a divergenze sulla strategia della societa' rispetto a quanto elaborato da Paolo Barberis, hanno concordato di porre fine alla collaborazione tra Paolo Barberis e Dada'', societa' da lui fondata nel 1995.

Paolo Barberis ha quindi rassegnato le dimissioni, con effetto immediato, da amministratore (e conseguentemente da presidente) della societa'. Il Consiglio ha accettato le dimissioni, ''ringraziandolo per il suo contributo e il suo impegno quale socio fondatore di Dada''.

 

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Dada vende Blogo a Populis

Populis, attivo nella produzione di contenuti on demand multilingua (ex GoAdv), ha acquisito per 6 milioni di euro Blogo, il principale network di blog tematici in Europa e Sud America, appartenente a Dada, società che opera nei servizi di entertainment online, quotata alla Borsa di Milano e controllata da Rcs Mediagroup.

 

L’acquisizione si perfezionerà nel mese di febbraio 2011. L’incasso totale per il Gruppo Dada derivante dalla cessione ammonterà a 4,2 mln di euro mentre la plusvalenza è stimata in circa 2 mln di euro.



Grazie a questa operazione, Populis diventa uno dei primi gruppi editoriali online in Italia con 7,5 milioni di utenti unici mensili e si conferma il principale player nel mercato italiano per la produzione di contenuti digitali. Blogo pubblica ogni mese oltre 15.000 contenuti digitali, annovera 5,4 milioni di utenti unici distribuiti tra l’Europa e il Sud America e, secondo i dati Nielsen, conta circa 100 milioni di pageviews mensili.

 

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Facebook e Microsoft sfidano Google nella ricerca online

Bing personalizzerà i risultati con i dati del social network

Facebook e Microsoft hanno annunciato una mossa che ha il potenziale per minacciare in futuro la leadership di Google nella ricerca su Internet. Il colosso del software e il più grande social network al mondo, che hanno già un accordo di partnership, hanno presentato ieri un piano che introduce un elemento di forte personalizzazione nei risultati della ricerca online.

Come riporta il Wall Street Journal, il piano prevede che i risultati del motore di ricerca Bing di Microsoft vengano integrati con i contatti dei profili di Facebook. In questo modo sarà possibile sapere per esempio se un amico ha cenato in un determinato ristorante, ha comprato in un certo negozio o ha visto un certo film.

«Le migliori risposte non vengono dai siti web, ma dalle persone, e soprattutto dalle persone che sanno qualcosa di voi», ha detto Yusuf Mehdi, vice direttore generale di Microsoft per il pubblico online.

In un evento negli uffici di Microsoft della Silicon Valley, l’amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg ha detto, senza menzionare Google, che Microsoft ha voluto prendere più rischi di altri con il suo motore di ricerca.

Il primo esempio di questa collaborazione che è stato dato ieri è un riquadro sul sito di Bing che mette in evidenza i siti Internet a cui il network di amici di chi compie la ricerca ha mostrato di apprezzare con un «like». Bing conterrà anche un servizio per trovare contatti Facebook online, basandosi sulle amicizie di un utente.

 

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